Opus Dei è un film di diploma del Dipartimento di Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, realizzato nel 2008 da Giovanni Braggio, Mario Nucibello, Elena Rotatori, Mattia Simenoni, Daniele Zacchi.
Il film è una commedia leggera ambientata tra Paradiso e Inferno, narra di un Regno dei Cieli desolato e triste che, per tornare in auge, decide di affidarsi per la seconda volta al figlio di Dio, il quale viene quindi aggiornato agli usi e costumi del XXI secolo e rispedito sulla Terra.
Il corto è realizzato in tecnica mista, l’intento degli autori era separare nettamente i tre ambienti in cui si dinapa la storia con tre stili diversi sia nella grafica che nel tipo di animazione, l’Inferno è stato quindi fatto in animazione classica (con piccoli inserimenti di 3d), prospettive deformate, colori accesi e molto saturi, e un design che ricorda I graffiti e la street art in generale, l’idea di fondo era suggerire un ambiente moderno e giovane, la Terra è stata animata sempre in classica ma con uno stile più realistico e pacato mentre per il Paradiso si è optato per il bianco e nero, animazione flash con lo stile UPA e un design in generale che ricorda gli anni’50, quello che volevamo trasparisse era un Regno dei Cieli antiquato e indietro coi tempi, un posto noioso e desolato in cui nessuno avrebbe voluto spendere l’eternità. L’animazione tradizionale realizzata per l’Inferno e la Terra è stata comunque cleanuppata in paperless con Photoshop (utilizzando pennelli creati ad hoc che emulassero in tutto e per tutto una normale matita), questo sia per accorciare gli interminabili tempi di scansione, sia per eliminare il passaggio su Toonz (e conseguente perdita di qualitá) sia per uniformare il delineo finale ed ottenere così da 5 mani diverse sempre lo stesso tratto. L’uso del computer in Opus Dei è stato quindi massiccio e finalizzato il più possibile alla riduzione dei tempi di lavorazione e delle fasi di produzione più meccaniche e ripetitive, I contro di tale scelta sono stati sicuramente una perdita di freschezza nel disegno e una resa finale più fredda e standardizzata.
La scelta di Flash per il Paradiso è stata invece suggerita sia dallo stile anni `50 a cui facevamo riferimento (il software si presta benissimo a emulare l`animazione UPA), sia dalla voglia da parte di tutti gli autori di sperimentare ed approfondire un programma che permette ancora a moltissimi animatori di lavorare in tutto il mondo.
Per chi fosse interessato su http://opusdeithemovie.blogspot.com si puó trovare un pó di materiale di produzione.
Opus Dei è un corto che ha avuto una storia travagliata sin dall’inizio, la preproduzione del film è partita in ritardo poichè il board didattico ha chiesto agli autori di riscrivere più e più volte nuovi soggetti e nuove sceneggiature mantenendo però l’idea di base (il Paradiso è vuoto, bisogna trovare un modo per riempirlo nuovamente), una volta approvata la sceneggiatura gli autori hanno dovuto lavorare parecchio per mettersi in pari con I colleghi ormai già avanti col lavoro.
Nella prima fase di preproduzione I cambiamenti principali sono stati soprattutto nel finale e nel ruolo dello Spirito Santo il quale ha perso via via di importanza e rilievo a seguito dei vari incontri con board e tutor fino a diventare un personaggio di contorno e di poca importanza (il fatto stesso che la colombella di peluche sia lo Spirito Santo nella versione finale del film si capisce a fatica), ma il grosso dei cambiamenti è stato effettuato a metà lavorazione, a layout quasi finiti infatti sono stati imposti dei tagli sullo storyboard che riguardavano principalmente il ruolo di Gesù nel finale, da notare infatti che nella versione ufficiale del film il figlio di Dio, finito l’allenamente, sparisce dalla scena e non si vede più se non in maniera marginale e superflua. La censura sul finale di Gesù è stata la conditio sine qua non perchè il film si potesse continuare a realizzare e così è stato fatto. Per il resto della produzione e post produzione non sono stati richiesti altri cambiamenti, a parte piccole modifiche sui dialoghi e sulle scenografie, a lavoro finito è stata tagliata una scena (in verità superflua) a causa del suo contenuto irriverente e potenzialmente offensivo senza che nessuno degli autori ne ricevesse comunicazione ufficiale (la qual cosa è avvenuta diversi giorni dopo il taglio) con conseguente salto d’audio (ma forse questo lo percepiamo solo noi che il film lo conosciamo a memoria).
Ho scritto tutte queste notizie sulle vicissitudini del film per sottolineare come la produzione dell’intera opera sia stata del tutto trasparente e continuamente seguita dalla scuola e per evidenziare come noi autori ci siamo prestati a cambiare più e più volte la nostra storia per realizzare alla fine la “loro” versione di Opus Dei e non quella che avremmo voluto fare noi.
In data 10 Giugno 2009 ci è stato comunicato che il film, per volontà del presidente Alberoni è stato sospeso da ogni proiezione e iniziativa che lo riguardi e che il 16 dello stesso mese il cda del Centro Sperimentale si sarebbe riunito in merito, ad oggi ancora non abbiamo avuto notizie circa le sorti del nostro corto, sappiamo solo che è stato ritirato dal SICAF, prestigioso festival d’animazione Koreano che l’aveva preso nella selezione ufficiale. Quello che ci chiediamo è come mai abbiano deciso di farci lavorare un anno su un film per poi, dopo avercelo stravolto, lasciarlo ammuffire nei loro archivi e per quale motivo nessuno si sia ancora degnato di scriverci una riga ufficiale su quanto deciso a Roma. Non nascondiamo di avere il sospetto che la politica ufficiale sia quella di ignorare il fatto e lasciarlo cadere nel dimenticatoio e ci piacerebbe molto essere smentiti su questo punto, per adesso ci limitiamo a constatare con amarezza e delusione quanto malata sia la situazione italiana e quanto ne guadagnerebbe questo paese se si allentassero un po’ le briglie. Non è nostra intenzione scendere sul piede di guerra con nessuno, ci piacerebbe solo avere delle risposte a tutti questi silenzi soprattutto da parte di persone con cui abbiamo serenamente lavorato per tre anni e che oltre che colleghi e mentori consideriamo anche amici.
E’ giusto rettificare quanto scritto.
In risposta a una mail inviata alla Produzione del film siamo venuti finalmente a conoscenza della decisione presa dal cda del Centro Sperimentale riguardo a Opus Dei. Il corto verrà inviato ai vari festival di animazione insieme agli altri film di diploma ma SENZA il logo della scuola, questo perchè essendo il csc un’istituzione pubblica si vuole tenere normalmente fuori da prese di posizione che possono urtare direttamente le sensibilità personali.
Per quanto riguarda il SICAF di Seoul, se il bando non è scaduto e c’è ancora tempo per iscrivere il film, si cercherà di reinserirlo nella selezione ufficiale.
C’è da dire che la scuola non ci ha solo censurato. O meglio: non tutto l’organico scolastico, ma la Scuola come istituzione/impresa. Infatti il board didattico ci ha aiutato molto affinchè potessimo continuare e finire il film, senza cadere nella trappola di chi il film ce lo voleva bloccare.
Per questo ci hanno aiutato a smussarei il film in alcune parti. Togliendo quelle scene che davano al film un altro aspetto. Ma è successo anche che, a lavoro finito è arrivato, dai vertici del CSC, l’ordine di tagliare un’intera scena (approvata dal board in tutte le fasi di lavorazione), senza che gli autori ne sapessero niente.
Quindi l’insegnamento e i consigli sono stati molto utili a finire il film. Ma vorremo comunque informare e far sapere attraverso la rete come si sono svolte le cose. Poi sarà compito dello spettatore giudicare se il film è offensivo oppure no, e se i consigli dei tagli siano degli insegnamenti o una censura.
Confido che l’articolo di Giovanni pubblicato sul nostro sito possa favorire la presa di una decisione da parte del CSC. Onore a Giovanni che si è esposto e, seppur – a mio parere – talvolta sbagliando mira o peccando di miopia, ha smosso qualche ingranaggio. Onore anche ad Asifa Italia che si è mossa “in difesa degli autori e dei professionisti dell’animazione italiana” come prevede lo statuto dell’associazione.
Questa poi!